Chainalysis aiuta la Guardia di Finanza italiana a deanonimizzare Bitcoin

Chainalysis aiuta la Guardia di Finanza italiana a deanonimizzare Bitcoin

Le autorità italiane della Guardia di Finanza, in particolare l’Unità di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia e l’Unità Speciale per la Tutela della Privacy e Frodi Tecnologiche di Roma, hanno condotto un’indagine su un caso di presunta evasione fiscale legata a Bitcoin con l’aiuto degli strumenti di Chainalysis.

Partendo dall’analisi di un wallet hardware Ledger sequestrato, è stato ricostruito un ciclo di operazioni che avrebbe generato oltre 1 milione di euro di plusvalenze non dichiarate attraverso il protocollo Ordinals e i token BRC-20, mentre il soggetto percepiva indebitamente sussidi pubblici.

La fonte primaria della notizia è il case study pubblicato da Chainalysis il 20 maggio 2026:
“How Blockchain Intelligence Uncovered a Million-Euro Bitcoin Ordinals Tax Fraud Scheme”.

Analisi

L’analisi tecnica è partita dal wallet hardware sequestrato.

I dispositivi come Ledger generano automaticamente un nuovo indirizzo di ricezione per ogni transazione in ingresso per migliorare la privacy dell’utente.

A prima vista, questa moltitudine di indirizzi appare come una rete frammentata e difficilmente riconducibile a un unico soggetto. Tuttavia, gli investigatori hanno utilizzato le common-input-ownership heuristics, integrate nello strumento Chainalysis Reactor. Queste euristiche collegano probabilisticamente più indirizzi quando essi vengono spesi insieme come input nella stessa transazione, permettendo di raggrupparli sotto un unico controllo.

È stato così identificato un ciclo ripetitivo di “inscription-monetization”: satoshi inviati a servizi di iscrizione, conversione in asset Ordinals/BRC-20, vendita su marketplace con profitto e reinvestimento dei fondi in nuovi cicli.

Reactor ha permesso di visualizzare chiaramente questo schema iterativo.

Il collegamento con l’identità reale è avvenuto tramite gli exchange centralizzati. Poiché per convertire in valuta fiat è necessario interagire con piattaforme regolamentate, le autorità hanno ottenuto i dati KYC attraverso ordini giudiziari, incrociando le informazioni off-chain con i pattern on-chain.

Questo caso illustra la persistenza della blockchain: tutte le transazioni rimangono pubblicamente visibili e immutabili nel tempo, anche se gli strumenti di privacy (come nuovi indirizzi) rendono più complessa l’analisi senza strumenti avanzati.

Opinione

Il caso evidenzia le capacità degli strumenti di analisi blockchain come Chainalysis Reactor nel ricostruire flussi finanziari complessi, combinando euristiche classiche come la common-input-ownership con dati KYC degli exchange. Allo stesso tempo, ricorda che la pseudonimità di Bitcoin non equivale ad anonimato assoluto quando si interagisce con infrastrutture centralizzate.

Sul piano della privacy, la persistenza della blockchain pone questioni rilevanti: le transazioni rimangono accessibili a chiunque disponga degli strumenti adeguati, anche anni dopo. Questo aspetto può rafforzare la tracciabilità delle attività illecite, ma solleva anche riflessioni sul bilanciamento tra esigenze investigative e tutela della riservatezza per gli utenti che operano legittimamente.

L’indagine della Guardia di Finanza si inserisce nel quadro più ampio del contrasto all’evasione fiscale, senza che il presente articolo intenda esprimere giudizi di merito sul singolo caso, che resta allo stadio di presunto fino a eventuale sentenza definitiva.

Le dinamiche descritte riflettono piuttosto le caratteristiche tecniche del protocollo Bitcoin e l’evoluzione degli strumenti a disposizione delle autorità.

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Pavle May 21

Tecnologiche